Il
malto amaricato è prodotto da rinomate malterie inglesi, australiane,
neozelandesi o del Belgio. In questi Paesi il sistema della
birrificazione domestica si è sviluppato e affermato da moltissimi anni.
Il malto amaricato è costituito da una miscela di estratti di malto
d’orzo, frumento o di altri cereali, opportunamente addizionati alle
più appropriate qualità di luppolo.
I malti, pronti per la fermentazione, consentono la produzione di vari tipi di birra.
Questo
sistema – dotato di semplici istruzioni – prevede l’utilizzo di un
apposito contenitore per la fermentazione, nel quale si versa il malto
concentrato diluito in acqua con l’aggiunta di zucchero, che servirà
per ottenere l’alcolicità desiderata.
La successiva aggiunta del
lievito, in dotazione ad ogni barattolo di malto, farà si che la
fermentazione del mosto di birra si avvii senza problemi.
La fermentazione nel contenitore durerà una settimana circa, durante la
quale la birra in fermentazione sarà protetta e isolata dal contatto
con l’aria da un’apposita valvola a sifone.
Al termine di questa prima fermentazione si provvederà al controllo
della densità finale con l’apposito densimetro in dotazione e si
travaserà nelle bottigliette la birra appena prodotta.
Durante la fase di travaso si aggiungerà una modesta quantità di
zucchero che, rifermentando in bottiglia, darà la giusta gasatura
naturale.
Le caratteristiche che contraddistinguono la birra prodotta in casa
sono la gradevolissima e corretta effervescenza naturale e la pienezza
del gusto, che migliora ulteriormente con la maturazione in bottiglia.
Non guasta il fatto che, dalla birra prodotta in proprio, risulti un
bel risparmio e poi…che soddisfazione offrire agli amici la propria
birra fatta in casa! |